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23 ottobre 2016

News

Cronache delle Calabrie. Da martedì in edicola il nuovo quotidiano diretto da Paolo Guzzanti. Parisi (Fnsi): «Un futuro solo con qualità e credibilità»


Un nuovo quotidiano di informazione regionale è pronto al debutto: Cronache delle Calabrie, in edicola da martedì 25 ottobre. A dirigerlo un giornalista di spicco, Paolo Guzzanti, grande professionista e soprattutto persona perbene, che proprio in Calabria ha iniziato la sua carriera professionale: al quotidiano Il Giornale di Calabria diretto da Piero Ardenti e voluto da Giacomo Mancini grazie al coinvolgimento dell’imprenditore Nino Rovelli.

Guzzanti, da allora, di strada ne ha fatta parecchia: l’Avanti!, la Repubblica, la Stampa, Il Giornale, del quale è stato vicedirettore ed è attualmente editorialista, Panorama. In tv ha condotto trasmissioni come Chi l’ha visto?, Fai la TV e Bar Condicio ed è stato anche parlamentare, dal 2001 al 2014 (due legislature al Senato, una alla Camera dei deputati con Forza Italia, Pli e Pdl).

A editare Cronache delle Calabrie sarà la società To Press Srls, con sede a Cosenza, che vede fra i protagonisti Francesco Armentano, già amministratore, con la AgitMedia, del quotidiano Cronache del Garantista (diretto da Piero Sansonetti, chiuso a febbraio e che vede i giornalisti attualmente in cassa integrazione), e con una forte esperienza nel settore delle concessionarie di pubblicità (Calabria Ora e altri quotidiani nazionali fra i suoi clienti).

Cronache delle Calabrie avrà 40 pagine formato tabloid (400 mm x 270 su 5 colonne) e sarà venduto al prezzo di 1,20 euro, con una tiratura di 5 mila copie ed un break-even fissato in 1500 copie. Due le redazioni: quella centrale a Cosenza e quella distaccata a Reggio Calabria. Le due città saranno, infatti, i punti di forza del progetto di Cronache delle Calabrie con 13 redattori tra Cosenza e Reggio e una squadra di collaboratori sparsi negli altri capoluoghi calabresi per seguire le vicende di tutta la regione.

Ad affiancare Guzzanti sarà il caporedattore Francesco Graziadio, «uomo macchina» di lungo corso, che ha maturato la sua esperienza in ben cinque giornali calabresi: Il Domani della Calabria, Quotidiano della Calabria, Calabria Ora, Corriere della Calabria e La Provincia di Cosenza.

A stampare il giornale sarà lo stabilimento tipografico di Umberto De Rose (balzato alle cronache per la nota vicenda legata all’«Oragate», ovvero il blocco della rotativa de L’Ora della Calabria diretta da Luciano Regolo, e per le vicende legate al finanziamento pubblico de Il Garantista).

La società editrice, su questo aspetto, ha assicurato ai propri giornalisti (provenienti dalle esperienze de Il Garantista, L’Ora della Calabria, La Provincia di Cosenza e Corriere della Calabria), che «non vi sarà alcun problema riconducibile al passato».

«Questo giornale», spiega Paolo Guzzanti a Giornalisti Italia «è un tentativo molto audace nel mondo dell’informazione e nel quale credo molto proprio perché audace. Stimo i giornali esistenti, ma voglio dare qualcosa in più rispetto agli altri. Non voglio un giornale pieno di comunicati e burocrazia, voglio che si raccontino appunto le cronache delle Calabrie».

«Questo significa», a giudizio di Guzzanti «non solo essere completi nel dare le notizie basilari di cronaca o di politica, ma dare ancora più spazio a ciò che riguarda le tradizioni e la cultura».

E proprio sulla cultura insiste il direttore di Cronache delle Calabrie: «Sarà sparsa in tutto il giornale, oltre ad avere spazi dedicati, certo, ma sarà disseminata anche sulle altre pagine. Non possiamo permetterci supplementi, ma vogliamo fare un giornale dove tutto è raccontato. Il giornale non dovrà essere una casella postale; mi interessa, fra le altre cose, raccontare il Ponte sullo Stretto dando spazio ai favorevoli e ai contrari e a che punto siamo per quanto riguarda l’aspetto anstisismico».

«Ci vuole un grande coraggio a lanciare un nuovo giornale in un’epoca che, purtroppo, nel mondo della carta stampata – fatta eccezione per La Verità di Belpietro – di questi tempi registra solo funerali», commenta Carlo Parisi, segretario generale aggiunto della Fnsi e segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria.

«In una regione, come la Calabria, che ha sempre dovuto fare i conti con le tiepide o pressoché inesistenti risposte del mondo imprenditoriale, avvezzo – tranne rare eccezioni o interessi di altro tipo – a credere nel valore dell’informazione e degli investimenti pubblicitari», sottolinea Parisi, «dare alle stampe un nuovo quotidiano non è un’impresa facile, non tanto per la sostenibilità dell’impresa, quanto per la credibilità che un giornale deve avere. L’informazione rappresenta, infatti, un valore da difendere ad ogni costo per combattere l’illegalità diffusa, la ’ndrangheta e il malaffare, che purtroppo in molti settori rappresentano quasi – ma in tanti casi è un eufemismo – un fenomeno culturale in negativo».

«Ad un giornale che nasce ed a tanti colleghi che trovano o ritrovano un posto di lavoro, non si può che augurare il più sincero in bocca al lupo perché, in ogni caso, rappresenta un’opportunità lavorativa e una voce in più per il pluralismo e la democrazia. Il timore, però, come ho avuto modo di rappresentare direttamente all’editore Francesco Armentano, al direttore Paolo Guzzanti ed a tutti i colleghi coinvolti nel progetto, è che – in assenza di grandi risorse – questa nuova impresa possa trasformarsi in un’altra illusione con pesanti ripercussioni sui giornalisti e le casse dell’Inpgi, svuotate pesantemente dal costo degli ammortizzatori sociali».

«In bocca al lupo, dunque, a Cronache delle Calabrie, rammentando, senza stancarmi di ripeterlo», incalza Carlo Parisi «che il valore di un giornale poggia su due pilastri essenziali: da un parte la credibilità e l’affidabilità della direzione e della redazione, possibili soltanto se scevre da ingerenze e condizionamenti di ogni tipo, e, dall’altra, la qualità dell’informazione, che può essere garantita solo con la piena applicazione ed il rispetto del contratto di lavoro a redattori e collaboratori che non devono subire la morsa del bisogno. Soltanto se editore e stampatore si impegneranno solennemente con i propri giornalisti a leggere i contenuti del giornale una volta uscito in edicola, questa nuova scommessa potrà avere un futuro».
(giornalistitalia.it)


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